La concretezza di pensare al prossimo….

Un evento di beneficenza, organizzato per far divertire i bambini, ma soprattutto per raccogliere fondi per i bambini. Quelli che potrebbero essere i figli di ognuno di noi, che stanno combattendo una battaglia importante. Ognuno a suo modo può dare una mano, basta volerlo e impegnarsi.

Facebook non è solo un “luogo” di relax! Secondo me è ESATTAMENTE tutto ciò che ci si vuole trovare, l’amicizia, un modo per crearsi un nuovo giro di conoscenze, persone con cui confrontarsi, collegamenti di lavoro, flirt, scappatelle ecc ecc ecc.

Io lo uso maggiormente per lavoro, anche se poi mi diverto ad interagire con splendide persone, che per vari motivi non vedo spesso. Un giorno leggo un post! Si organizzava in un parco giochi di Napoli, una mattinata all’insegna della solidarietà, l’obiettivo era raccogliere fondi per comprare dei tablet. No, non storcete il naso, la cosa è seria e sono particolari che si conoscono solo quando si viene toccati da vicino, o per conoscenze vicine a noi, neanch’io conoscevo queste dinamiche.

All’ospedale pediatrico Pausilipon di Napoli, erano ricoverati bambini, di varia età e per situazioni diverse, ma tutti, dopo l’operazione di trapianto venivano messi in quarantena. Lontano anche dai familiari, che se non sbaglio vedevano, con le dovute precauzioni, giusto qualche momento, altrimenti si viveva in una gabbia di cristallo. Era tutto filtrato da un vetro. Si sà che l’ottimismo e la reattività aiuta a sconfiggere le malattie, ma questi bambini  erano isolati e cosi si era pensato all’acquisto di tablet per farli interagire tra loro. Direi una fantastica idea!!!!

Primo problema:come li compriamo? Come facciamo a trovare i soldi? Si chiesero queste 4 mamme napoletane. Aiutate,anche, dallo spirito che anima i napoletani….la solidarietà, la condivisione, il volersi rendere utili e partecipi per alleggerire i problemi di un’altra persona, con una sorta di Tam Tam, iniziando dalle amiche, per arrivare alle mamme delle compagne di scuola dei figli, per finire con un post su facebook, mobilitarono una quantità enorme di persone. Ecco appunto, io lessi quel post!

Si mossero attraverso amici e amici di amici, per arrivare ad ottenere quello che si erano prefissate, avere donazioni con cui poter comprare i tablet.

Il post in questione diceva che una domenica mattina, di lì a poco, ci sarebbe stata questa raccolta fondi.

  • Che il parco giochi per bambini avrebbe messo quasi l’intero parco a disposizione,
  • che si entrava tramite pagamento di un biglietto con cui si poteva accedere alle giostre disponibili.

Io, senza pensarci su, contatto la persona che l’aveva condiviso (adesso la conosco, ma all’epoca zero!) e le chiedo la gentilezza di mettermi in contatto con chi aveva organizzato la cosa.

Il solito ti chiamo, mi richiami, ti dico poi, aspetta un pò, per arrivare al loro benestare a farmi partecipare. La perplessità, giustamente, non era dovuta alla mia persona, ma a cosa avrei potuto fare per i bimbi.

Feci una sorta di truccabimbi! Per l’occasione mio figlio volle accompagnarmi.

Arrivata la fatidica domenica, caricai in auto tutto il necessario che avevo preventivato di usare, inserii il navigatore e ci avviammo. Non conoscevo il parco giochi in questione, innanzitutto perchè non vivo a Napoli e poi perchè mio figlio (l’ultimo) era già grandicello, quindi non avevo alcuna possibilità di frequentarlo.

Entrammo e chiedemmo delle signore che avevano organizzato (neanche loro conoscevo, a malapena avevo visto qualche foto, su facebook sempre).

Riesco a rintracciarle e mi ritrovo tra 4 favolose DONNE di varia età, ma tutte adulte, abbronzate di chi ama il mare e ne approfitta come e appena può, non truccate ma belle….di quella bellezza che viene da dentro. Ci presentiamo e mi fanno vedere la mia postazione, una casetta in legno, modello baita di montagna, dove sul patio sarei stata io, i miei pennelli e colori, le foto dimostrative  e in bella mostra un salvadanaio di creta. Ricordate quelli belli grandi, alti, che per riempirli ci voleva una vita? Ecco quello lì….uguale.

In  altre postazioni c’erano diverse agenzie di animazione, che non si erano tirate indietro per la giusta causa, spettacolo di bolle, clown, la baby spa, e poi biscotti, pop corn, insomma ce n’era  per tutti i gusti.

La mobilitazione, il Tam Tam e i post con le condivisioni aveva funzionato. Un pò alla volta iniziarono ad arrivare bimbi da ogni dove, accompagnati dai genitori, che oltre al biglietto, continuavano a rimpinguare i vari salvadanai di creta, per ogni cosa “extra” facessero i figli.

Una delle organizzatrici riuscì a trovare il tempo per farsi “pasticciare” il viso, mi fu regalata una sorta di corona fatta con il palloncino lungo, truccai la figlia della persona a cui avevo chiesto il contatto (che adesso è diventata un bel pezzo di figliola come la mamma!), ho conosciuto tante belle persone e …. ci divertimmo un mondo, per prima noi adulti!

Furono raccolti fondi per comprare un discreto numero di tablet e furono consegnati a chi di competenza. Nella vita non ha senso possedere, almeno non più del necessario. Si può tranquillamente condividere, aiutare, mettersi a disposizione degli altri. In fondo la vita è una ruota e per quello che si sente sempre più spesso, nessuno è immune da certe tragedie.

Io svolgo una professione molto “futile e leggera” se vogliamo. Non sono un medico e non salvo vite, ma nel mio piccolo porto gioia, qualche ora di serenità e di piacere. Con i miei trucchi, i bimbi si sono divertiti e i genitori hanno dato il contributo e io…..mi sono sentita orgogliosa che con il mio lavoro potessi contribuire a raggiungere l’obiettivo.

Spesso mi lambiccavo il cervello per capire come poter aiutare gli altri, con il mio futile lavoro e devo dire che se vuoi fare qualcosa, il sistema lo trovi…..altrimenti è lui a trovare te! Dopo questa esperienza fui contattata per un evento in un reparto di oncologia…. ma questa è un’altra storia.